Bar, ristoranti e pubblici esercizi · Torino, dal 1980
Assicurazione per bar e ristoranti: che cosa succede il giorno in cui qualcosa va storto?
È venerdì sera, il locale è pieno. Un cliente sta male dopo cena e sostiene che sia colpa di ciò che ha mangiato da Lei.
Che cosa fa, adesso? Ci racconta il locale in pochi campi: un consulente La richiama nel prossimo giorno lavorativo e prepara con Lei la quotazione, costruendo la copertura sulla Sua attività (clienti, merce in cella, fermo, personale, polizza catastrofale). E se succede qualcosa, la pratica del sinistro la seguiamo insieme.

A cura di Assi.ge.co. S.a.s. · revisione del 05/10/2026
Ci racconti il locale
Pochi campi. Non Le chiediamo il valore dei beni né l’indirizzo. Un consulente La richiama nel prossimo giorno lavorativo.
A chi ci rivolgiamo, e a chi no
Ci rivolgiamo ai titolari e ai gestori di bar, ristoranti, pizzerie, trattorie, gastronomie e locali con somministrazione, anche con dehors, che vogliono una polizza costruita sul proprio locale e non una polizza «standard per ristoranti».
Non è il caso di procedere se la Sua polizza è stata verificata di recente, condizioni alla mano, e Lei ne è soddisfatto: Le diremo anche quando non serve cambiare nulla.
Come lavoriamo, in tre passi
Prima l’ascolto. Una telefonata per capire come lavora il locale: cucina, sala, dehors, personale, orari.
Poi le condizioni, riga per riga. Leggiamo con Lei che cosa prevede il contratto e con quali limiti, partendo dalla polizza che ha già.
Infine la polizza costruita sul locale. Se non serve cambiare nulla, glielo diciamo.
Che cosa si verifica, e dove si legge
| Rischio del locale | A che cosa serve | Domanda da porre alle condizioni | Dove si legge |
|---|---|---|---|
| Clienti e terzi (caduta in sala, danni a un cliente) | Serve a far fronte alla richiesta di risarcimento di un cliente o di un terzo che si fa male o subisce un danno nel locale. | Quali danni a terzi sono previsti, con quale massimale e quale franchigia; se il dehors e le attività esterne sono comprese. | Condizioni di assicurazione, sezione responsabilità civile; concessione di suolo pubblico. |
| Allergie e intossicazioni | Serve a tutelare il titolare quando un cliente lamenta un danno da un alimento servito. | Se e come il contratto tratta i danni da alimenti serviti; quali esclusioni e quali limiti. | Condizioni; registro degli allergeni e procedure di autocontrollo. |
| Beni del locale (impianti, arredi, attrezzature) | Serve a ripristinare impianti, arredi e attrezzature dopo un danno, per poter riaprire il locale. | Quali beni sono assicurati, a quale valore, e che cosa resta escluso. | Scheda di polizza e condizioni; inventario delle attrezzature. |
| Eventi catastrofali | Serve a ripartire dopo un evento naturale (sisma, alluvione, frana) e ad assolvere l’obbligo per le imprese soggette. | Se i beni soggetti all’obbligo sono assicurati per sisma, alluvione, frana, inondazione ed esondazione, con quali scoperti e limiti. | Polizza catastrofale; visura camerale. |
| Merce in cella e fermo del locale | Serve a non perdere la merce se la cella si guasta e a sostenere l’attività se il locale si ferma dopo un sinistro. | Se è previsto il deterioramento per guasto o mancanza di energia, con quale limite e quali obblighi di manutenzione; se è previsto il fermo dopo un sinistro. | Condizioni di assicurazione; registro delle temperature. |
| Personale in sala e in cucina | Serve a gestire la responsabilità del titolare verso chi lavora in sala e in cucina, oltre a quanto prevede l’INAIL. | Se è prevista la responsabilità verso i prestatori di lavoro e come si rapporta all’assicurazione obbligatoria INAIL. | Condizioni; posizione INAIL. |
La colonna «A che cosa serve» descrive la funzione di una copertura, non afferma che la Sua polizza la preveda: si verifica sulle condizioni.
L’obbligo che da marzo riguarda anche il Suo locale
La legge 213/2023 (art. 1, commi 101-111) impone alle imprese con sede in Italia, iscritte al Registro delle imprese, di assicurare i propri beni contro i danni da eventi catastrofali: terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali. Per le micro e piccole imprese di somministrazione di alimenti e bevande il termine è scaduto il 31 marzo 2026.
Tre precisazioni utili. L’obbligo riguarda anche i beni che l’impresa utilizza senza esserne proprietaria. La merce e le scorte non sono tra i beni elencati dalla norma: se e come siano assicurate dipende dalle condizioni del contratto. Per chi non è in regola, la legge prevede che se ne tenga conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche; la sanzione da 100.000 a 500.000 euro che si legge in molti siti riguarda le imprese di assicurazione che rifiutano di assicurare, non l’impresa assicurata. Le polizze già in corso si adeguano al primo rinnovo utile (fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy).
Gli errori che vediamo ricorrere
I dati in polizza non seguono più il locale. Dopo una ristrutturazione, nuove attrezzature o un dehors più grande, quanto dichiarato può non corrispondere più all’attività. Il codice civile (artt. 1892, 1893 e 1898) disciplina le dichiarazioni inesatte e l’aggravamento del rischio: conviene sapere che cosa prevede prima che serva.
Gli allergeni gestiti a voce. L’informazione deve essere disponibile e dimostrabile (Reg. UE 1169/2011; sanzioni nel D.Lgs. 231/2017). Una polizza non sostituisce l’adempimento.
Il dehors dato per scontato. Se serva una polizza di responsabilità civile lo stabiliscono il regolamento del Comune e la concessione di suolo pubblico, non una regola nazionale: si controlla l’atto.
«Incendio e furto» letto come «guasto della cella». Sono eventi diversi: si verifica che il deterioramento della merce per guasto o mancanza di energia sia previsto, e con quale limite.
Che cosa preparare, e che cosa chiedere al consulente
Documenti utili: la polizza in corso con le condizioni di assicurazione (non solo il frontespizio), la visura camerale, il contratto di locazione o il titolo di proprietà, l’eventuale concessione di suolo pubblico per il dehors, l’eventuale polizza catastrofale già stipulata.
Domande da fare: quali danni a terzi sono previsti e con quale franchigia; che cosa succede se si guasta la cella; se il dehors è compreso; quali beni rientrano nell’obbligo catastrofale e quali no; che cosa cambia se aggiungo attrezzature o amplio il locale.
Domande frequenti
Quali assicurazioni servono a un bar o a un ristorante, e quali sono obbligatorie?
Non esiste un’unica polizza obbligatoria per tutti i locali. Esiste un obbligo specifico, la polizza catastrofale per i beni dell’impresa (L. 213/2023); altri obblighi possono derivare dal contratto di locazione, da un finanziamento o dal regolamento comunale per il dehors. Per il resto si verificano quattro aree: responsabilità verso clienti e terzi, beni del locale, merce e fermo, personale.
La polizza catastrofale riguarda anche la merce nella cella?
La norma elenca terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali. Scorte e merce non sono tra i beni elencati: se siano assicurate, e come, dipende dalle condizioni del contratto.
I danni da incendio in cucina o dal blackout del frigo sono coperti?
Dipende dalle condizioni. Si verifica se sono previsti l’incendio e il deterioramento della merce per guasto o mancanza di energia, con quale limite e con quali obblighi, per esempio di manutenzione o di registrazione delle temperature.
Chi risponde se un cliente sta male dopo aver mangiato?
La responsabilità dipende dai fatti: dall’informazione sugli allergeni (Reg. UE 1169/2011), dalle procedure di autocontrollo (Reg. CE 852/2004) e dalla prova del nesso con il pasto. Se il danno sia previsto dalla polizza di responsabilità civile lo dicono le condizioni.
Serve una polizza specifica per il dehors?
Dipende dal regolamento del Comune e dalla concessione di suolo pubblico: alcuni Comuni richiedono la responsabilità civile. Controlliamo l’atto insieme a Lei.
Cosa succede se devo chiudere il locale per qualche settimana?
Dipende dalle condizioni: si verifica se è previsto il fermo dopo un sinistro, per quali eventi, dopo quanti giorni e per quanto tempo. Un contratto che copre il danno ai beni non prevede per questo anche il fermo.
Se il locale è in affitto, che cosa devo assicurare?
L’obbligo catastrofale riguarda i beni che l’impresa utilizza anche se non sono di sua proprietà. Che cosa spetti al conduttore e che cosa al proprietario lo dice il contratto di locazione, che conviene leggere insieme alla polizza.
Come faccio a sapere se la mia polizza è adeguata al locale?
Si leggono le condizioni di assicurazione voce per voce, partendo da come lavora il locale: che cosa è previsto, con quali limiti e quali franchigie. Un consulente La richiama nel prossimo giorno lavorativo per farlo con Lei; se non serve cambiare nulla, Le diremo anche questo.
Assi.ge.co. è una compagnia di assicurazione?
No. Assi.ge.co. S.a.s. è un intermediario assicurativo con sede a Torino, attivo dal 1980, iscritto al RUI sezione A n. A000118114: l’iscrizione si verifica su ruipubblico.ivass.it.
Perché parlarne con noi
Prima il locale, poi il contratto. Partiamo da come lavora, non da un modulo standard.
Le condizioni si leggono insieme. Riga per riga, partendo dalla polizza che ha già.
Le diremo anche quando non serve cambiare.
Assi.ge.co. S.a.s., intermediazione assicurativa dal 1980 · Corso Duca degli Abruzzi 62, Torino · 011 5807384 · info@quotapolizza.it · PEC assigeco@pec.it · iscritta al RUI, sezione A, n. A000118114: l’iscrizione si verifica su ruipubblico.ivass.it.
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