Ufficio Studi Assi.ge.co. — verificato il 12 settembre 2026
Bollo auto elettrica: quanto si paga, regione per regione
In due regioni italiane chi ha un’auto elettrica non pagherà mai il bollo. In tutte le altre lo pagherà dal sesto anno. E quale delle due situazioni La riguarda non dipende dalla targa, ma da dove ha la residenza.
La tassa automobilistica è un tributo regionale: lo Stato fissa un minimo e ogni Regione può essere più generosa. Il risultato è un mosaico. Abbiamo verificato tutte e venti le regioni più le due province autonome, sulle pagine ufficiali delle Regioni, sui tariffari ACI e sui testi delle leggi regionali. Dove la fonte ufficiale non era consultabile, lo scriviamo.
La regola nazionale, che vale ovunque come minimo.
Le auto a trazione esclusivamente elettrica sono esenti per cinque anni dalla data di prima immatricolazione. La norma è l’articolo 20 del D.P.R. 5 febbraio 1953 n. 39, il testo unico sulle tasse automobilistiche.
Dal sesto anno non si torna a tariffa piena: le autovetture pagano un quarto dell’importo previsto per il corrispondente veicolo a benzina, calcolato sui kW di potenza. Motocicli e ciclomotori elettrici, invece, dal sesto anno pagano per intero.
Validità e aggiornamento
Le regole riportate valgono per l’anno d’imposta 2026 e sono state verificate sulle fonti ufficiali il 12 settembre 2026.
Il bollo è un tributo regionale: le agevolazioni nascono e muoiono nelle leggi di bilancio regionali, approvate fra novembre e gennaio. È il periodo in cui questa pagina rischia di invecchiare, e infatti quasi tutte le misure regionali degli ultimi anni sono state prorogate — o cancellate — proprio a cavallo dell’anno.
Per questo la pagina è sottoposta a una revisione programmata ogni mese, con un controllo rafforzato a gennaio su tutte e venti le regioni. In fondo alla pagina indichiamo che cosa non siamo riusciti a verificare. Se trova una difformità rispetto a quanto pubblica la Sua Regione, ce lo segnali: la correggiamo e indichiamo la data della correzione.
Il quadro completo
| Regione | Esenzione oltre i 5 anni | Dal sesto anno | Note |
|---|---|---|---|
| Piemonte | Sì, permanente | Nulla | Automatica, nessuna domanda |
| Lombardia | Sì, permanente | Nulla | Nessuna condizione di potenza |
| Valle d’Aosta | Sì, 3 anni in più (8 in tutto) | Un quarto, dal nono anno | Solo veicoli nuovi immatricolati dal 2019 |
| Campania | Sì, 8 anni, ma a condizioni strette | Un quarto | Serve rottamazione e potenza entro 100 kW |
| Bolzano | No, ma regime più ampio | Un quarto | Vale anche per l’usato, qualsiasi potenza |
| Emilia-Romagna | No | Un quarto | Tariffe aumentate del 10 per cento nel 2026 |
| Lazio | No | Un quarto | Dal 2026 riduzione del 10 per cento con domiciliazione |
| Sicilia | No per le elettriche pure | Un quarto | Il vantaggio nuovo riguarda plug-in, idrogeno e LNG |
| Liguria, Veneto, Trento | No | Un quarto | Solo la regola nazionale |
| Friuli Venezia Giulia | No | Un quarto | Riscossione dell’Agenzia delle Entrate |
| Toscana, Umbria, Abruzzo | No | Un quarto | Solo la regola nazionale |
| Puglia, Basilicata | No | Un quarto | Le estensioni regionali riguardano gli ibridi |
| Sardegna | No | Un quarto | Riscossione dell’Agenzia delle Entrate |
| Marche | No per le elettriche pure | Da confermare | L’esenzione lunga riguarda solo gli ibridi entro 66 kW |
| Molise, Calabria | Nessuna estensione risultante | Da confermare | Gestione regionale, vedi nota di trasparenza |
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Le tre regole che quasi nessuno conosce
1. Conta la residenza, non la targa
La tassa si paga alla Regione in cui risiede l’intestatario, non a quella in cui l’auto è stata immatricolata. Chi trasferisce la residenza passa al regime della nuova Regione. Un torinese che si trasferisce a Genova smette di avere l’esenzione permanente e comincia a pagare il quarto dal sesto anno. Vale anche il contrario: chi si trasferisce in Piemonte o in Lombardia smette di pagare.
2. I cinque anni partono dalla prima immatricolazione, non dall’acquisto
Chi compra un’auto elettrica usata di tre anni non riceve cinque anni nuovi: eredita i due che restano. È il punto su cui si sbaglia più spesso nel valutare il costo di gestione di un usato elettrico. Valle d’Aosta, Trento e Bolzano disciplinano espressamente questo passaggio riconoscendo solo il periodo residuo.
3. Le agevolazioni regionali si rinnovano di anno in anno
Quasi tutte le misure regionali nascono dalla legge di bilancio e vanno riconfermate. Il Piemonte ne è la prova: dal 1° gennaio 2025 ha sostituito l’esenzione piena per le ibride nuove con una riduzione della metà per cinque anni. Le elettriche pure sono rimaste in esenzione permanente, ma il precedente dice che queste regole si possono cambiare con una riga della manovra regionale.
Le regioni che fanno eccezione, in dettaglio
Piemonte e Lombardia: esenzione senza scadenza
Sono le due regioni in cui un’auto elettrica pura non paga il bollo, punto. Non per cinque anni: sempre.
In Piemonte l’esenzione riguarda i veicoli alimentati esclusivamente a energia elettrica, opera in automatico e non richiede né domanda né comunicazione. In Lombardia la legge regionale parla espressamente di esenzione permanente per i veicoli elettrici, senza condizioni di potenza, ISEE o uso.
Fonti: Regione Piemonte, pagina sulle esenzioni per autoveicoli elettrici (aggiornamento 11 settembre 2026); Regione Lombardia, legge regionale 10/2003 articolo 48 comma 7, testo consultato sulla banca dati del Consiglio regionale, e pagina regionale sul bollo auto (9 luglio 2026).
Valle d’Aosta: otto anni, e resta al passaggio di proprietà
Tre anni in più rispetto al minimo nazionale, per un totale di otto. Riguarda i veicoli nuovi immatricolati dal 1° gennaio 2019. Dal nono anno si paga il quarto.
Due dettagli che valgono più della durata: l’esenzione permane in caso di passaggio di proprietà all’interno della regione, mentre chi porta il veicolo da un’altra regione conserva solo il periodo residuo. E l’agevolazione viene revocata se il proprietario ha debiti accertati di tassa automobilistica.
Fonti: Regione Valle d’Aosta, pagina sulle esenzioni; scheda ACI Valle d’Aosta (18 agosto 2026). Norma: legge regionale 8 ottobre 2019 n. 16.
Campania: otto anni sulla carta, molte esclusioni nei fatti
Sulla carta è la regione più generosa dopo Piemonte e Lombardia: otto anni per le elettriche immatricolate dal 1° gennaio 2024. Ma le condizioni sono cinque, e vanno soddisfatte tutte:
- auto nuova di fabbrica, categoria M1;
- classe Euro 6 o superiore;
- potenza non superiore a 100 kW;
- veicolo intestato a persona fisica;
- rottamazione contestuale di un’auto da Euro 0 a Euro 4, intestata allo stesso richiedente e consegnata al demolitore nello stesso anno solare dell’immatricolazione.
Il limite dei 100 kW è quello che esclude di più: molte elettriche di media gamma lo superano. E la soglia è già stata abbassata una volta, perché fino al 2023 era di 150 kW con sette anni di esenzione. Chi non rispetta tutte le condizioni ricade nei cinque anni nazionali.
Non serve presentare istanza: i requisiti sono acquisiti tramite il Pubblico Registro Automobilistico.
Fonti: scheda ACI Campania (25 agosto 2026); tariffario Campania 2026; legge regionale 28 dicembre 2023 n. 24, che modifica l’articolo 5 della legge regionale 36/2020.
Bolzano: cinque anni, ma anche sull’usato
La durata è quella nazionale, sessanta mesi. Ma dal 1° gennaio 2025 il regime provinciale è più ampio sotto due aspetti importanti: vale indipendentemente dalla potenza del veicolo e anche per i veicoli immatricolati usati, cioè non è riservato al nuovo di fabbrica. Per chi compra un’elettrica di seconda mano è la differenza principale rispetto al resto d’Italia.
Fonti: scheda ACI Provincia autonoma di Bolzano (27 febbraio 2026). Norma: legge provinciale 11/2024. Attenzione: il limite di potenza che compare su alcune pagine riguarda le agevolazioni per disabili, non i veicoli elettrici.
Sicilia: la novità del 2026 non riguarda le elettriche pure
La legge regionale 5 gennaio 2026 n. 1 concede cinque anni di esenzione ai veicoli di nuova immatricolazione fra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028 alimentati in modo esclusivamente elettrico, ibrido plug-in, a idrogeno o LNG.
Per un’elettrica pura la durata coincide con quella nazionale: il beneficio vero è per plug-in, idrogeno e LNG, che senza la norma regionale pagherebbero. L’esenzione è concessa senza istanza, sulla base delle caratteristiche tecniche registrate. Chi immatricola dal 2029 perde la copertura regionale, salvo proroga.
Fonti: scheda ACI Sicilia (18 agosto 2026); tariffario Sicilia 2026; decreto D.D.G. n. 315 del 1° aprile 2026; comunicato della Regione Siciliana del 24 aprile 2026. Nota: il tetto di 110 kW che compare nella stessa norma riguarda una diversa riduzione per le imprese con più di dieci veicoli.
Emilia-Romagna e Lazio: due movimenti opposti nel 2026
In Emilia-Romagna dal 1° gennaio 2026 tutte le tariffe sono aumentate del dieci per cento, senza distinzione per tipo di veicolo, classe euro o potenza. Per le elettriche la tariffa di riferimento è passata a 2,84 euro per kW annui. La Regione ha inoltre pubblicato un chiarimento formale per smentire voci di nuove esenzioni: la legge di bilancio 2026 non ne prevede.
Nel Lazio, al contrario, dal 2026 è operativa una riduzione del dieci per cento per chi attiva la domiciliazione bancaria. Sostituisce gli sconti precedenti, cessati il 31 dicembre 2025. Per un’elettrica laziale dal sesto anno in poi è l’unica leva di risparmio disponibile.
Fonti: Regione Emilia-Romagna, pagina sull’aumento del bollo 2026 e chiarimenti del 16 febbraio 2026; tariffario Emilia-Romagna 2026. Scheda ACI Lazio (18 agosto 2026), legge regionale 15 dell’8 agosto 2025.
L’equivoco delle Marche
Nelle Marche esiste un’esenzione regionale lunga — primo periodo fisso più cinque annualità — che viene spesso citata come se riguardasse le auto elettriche. Non è così. Il testo regionale la riserva ai nuovi autoveicoli ibridi con potenza non superiore a 66 kW, immatricolati per la prima volta nelle Marche. Le elettriche pure non vi rientrano.
Va inoltre segnalato che quella misura è stata prorogata di anno in anno da quattro leggi regionali successive e oggi copre le immatricolazioni fino al 31 dicembre 2026: per il 2027 servirebbe una nuova legge.
Fonte: Regione Marche, pagina sulle esenzioni dalla tassa automobilistica.
Nota di trasparenza: cosa non siamo riusciti a verificare
Preferiamo dichiarare i limiti della verifica invece di riempirli con fonti di seconda mano.
- Molise e Calabria. Non sono convenzionate con ACI e gestiscono la riscossione in proprio, quindi non esiste un tariffario ACI di riscontro. Le pagine regionali sulle esenzioni elencano solo i casi di disabilità e di volontariato. In assenza di una norma regionale derogatoria si applica la regola nazionale, ma non abbiamo trovato una conferma documentale regionale: conviene chiedere conferma all’ufficio tributi della Regione.
- Veneto. La pagina regionale conferma l’esenzione quinquennale ed è aggiornata al 4 febbraio 2026, ma la pagina sulle riduzioni non indica la frazione dovuta dal sesto anno per le elettriche, e risulta aggiornata al 2014.
- Marche. Sulle pagine regionali non compare la conferma della riduzione a un quarto dopo il quinquennio.
- Ipotesi di abolizione del bollo. Dai primi giorni di settembre 2026 diverse testate riportano un’ipotesi di riforma o abolizione della tassa automobilistica nella prossima manovra. Non abbiamo trovato alcun atto normativo: allo stato è una notizia di stampa. Trattandosi di tributo regionale, un’abolizione richiederebbe di compensare il gettito alle Regioni.
Questa pagina riporta la situazione verificata al 12 settembre 2026 e viene aggiornata quando cambia qualcosa. Se trova una difformità rispetto a quanto pubblica la Sua Regione, ce lo segnali: correggiamo e indichiamo la data della correzione.
Le altre scadenze dell’auto elettrica
Il bollo è solo una delle date da tenere a mente. Abbiamo verificato con lo stesso metodo anche le regole di accesso e sosta: auto elettriche in ZTL e sulle strisce blu, città per città, dove si scopre fra l’altro che a Roma dal 1° luglio 2026 il permesso non è più gratuito.
Su polizzaautoelettriche.it, il nostro sito dedicato ai veicoli elettrici e ibridi, trattiamo i temi che si presentano dopo l’acquisto: la classe di merito quando si cambia veicolo, la differenza fra valore a nuovo e valore commerciale e che cosa accade in caso di incendio durante la ricarica.
C’è poi la domanda che ci arriva più spesso da chi ha appena comprato: le garanzie incendio, furto e kasko proposte in salone, o chieste dalla finanziaria, conviene farle lì oppure in agenzia? Abbiamo messo online un confronto con un simulatore: polizza della concessionaria o in agenzia, dove si vede che cosa cambia fra una copertura poliennale pagata in anticipo e una annuale.
Se invece la domanda è più generale — conviene o no legarsi per più anni, su qualunque polizza — abbiamo messo insieme le regole e i criteri in una pagina a parte: polizza poliennale o annuale, come si decide.
Ufficio Studi Assi.ge.co.
Assi.ge.co. è un intermediario assicurativo di Torino, in attività dal 1980, iscritto al RUI Sezione A al n. A000118114. Seguiamo da anni i rischi della mobilità, compresi quelli dei veicoli elettrici e della micromobilità.
Se desidera parlare con una persona della Sua situazione assicurativa, ci scriva o ci telefoni: risponde il nostro ufficio, non un centralino automatico.
Corso Duca degli Abruzzi 62, Torino · telefono 011 5807384 · info@quotapolizza.it
Questa pagina ha finalità informative e non costituisce consulenza fiscale. La tassa automobilistica è disciplinata dalle Regioni e dalle Province autonome e può cambiare in qualsiasi momento: fa fede quanto pubblicato dall’ente competente.
